Domani, l’apertura della Porta Santa ad opera di Giovanni Paolo II “attirerà sicuramente l’interesse dei mass media, perché è un avvenimento che si presta alla ‘spettacolarizzazione’ dell’informazione, se ci si ferma agli aspetti esteriori”. E’ questa la previsione del vaticanista Domenico Del Rio sulla risonanza che i mezzi di comunicazione daranno alla cerimonia che seguirà l’apertura ufficiale delle celebrazioni giubilari. Il rischio, però, per Del Rio “è che il resto del Giubileo venga affidato alla ‘buona volontà’ dei singoli giornalisti o che, nella peggiore delle ipotesi, passi addirittura sotto silenzio”. Questo perché, spiega il vaticanista, i mass media “parlano spesso del Giubileo senza sforzarsi di capire che cos’è, o sovrapponendo ad esso le proprie idee sull’avvenimento”. L’apertura della Porta Santa, invece, “riporta il Giubileo all’essenziale, in quanto la porta materiale è l’emblema, il simbolo della ‘porta spirituale’, che è Gesù Cristo”. Per capire il Giubileo, quindi, occorre “comprendere che la vera porta è Gesù, e che passare attraverso quella porta significa ottenere la salvezza, la redenzione, la santità”. In tale prospettiva, conclude Del Rio, “la Porta Santa è la memoria, il ricordo di quanto è accaduto 2000 anni fa e di cosa dovrebbe essere, oggi e sempre, il Giubileo per un cristiano”. ” “” “