PERUGIA: IL VESCOVO RINGRAZIA I VOLONTARI CHE OPERANO A NOCERA E IN KOSOVO

“Non so come sarà il Natale al campo di Radulac, nel distretto di Klina, in Kosovo, dove volontari della Caritas Umbra e Toscana si trovano ormai da mesi per essere d’un qualche aiuto per quella gente messa a prova da stragi disumane e da odi interminabili”: inizia così il messaggio augurale, scritto da mons. Giuseppe Chiaretti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, ai volontari che continuano a stare accanto ai terremotati di Nocera Umbra e che operano anche in Kosovo, “senza nulla chiedere e senza clamore di sorta”, sottolinea il vescovo. Mons. Chiaretti aggiunge che questi campi sono diventati “scuole di umanità e di solidarietà”, citando l’esempio del dott. Antonio Sircana, di 44 anni, medico ortopedico e fisiatra, giunto a Perugia un anno con tutta la famiglia, perché – sottolinea – “figlio spirituale di mons. Carlo Urru, già vescovo di Tempio Pausania”. Il dott. Sircana è stato una delle vittime del tragico incidente aereo di un mese fa, quando perirono 24 volontari che si stavano recando in Kosovo per portare soccorso ai profughi. Chiaretti lo definisce “martire della solidarietà”, per il suo convincimento di dedicarsi ai “meno fortunati”, in particolare i bambini feriti e mutilati dalle mine anti-uomo di produzione italiana, cui procurava protesi avviandone la riabilitazione. “Non ci saranno medaglie d’oro alla memoria – dice il vescovo – ma deve esserci, totale e intensa, la nostra gratitudine. Un po’ del suo spirito coraggioso e forte passi nei giovani, perché non brucino la loro vita in esperienze negative. La più grossa disgrazia che possa capitare ai giovani è, come diceva Raoul Follereau, che la loro vita non serva a niente e a nessuno”.” “” “