“L’obiettivo della finanza etica è rendere più umana la finanza e restituire all’attività creditizia il suo significato originario di motore dello sviluppo basato su valori effettivamente riconosciuti tra creditore e debitore. L’idea è quella di una nuova economia sociale nell’ambito della quale il finanziamento etico sia al servizio della solidarietà affinché, in una società che vuole chiamarsi umana e civile, non vi sia più posto per la povertà”. Così Romeo Ciminello, docente presso la facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana, ha presentato ieri pomeriggio un saggio su “Etica Finanza e Mercati”. Ciminello ha ricordato che “nel Nord del mondo vive soltanto il 20% della popolazione del pianeta ma questa consuma il 70% dell’energia, detiene l’83% del reddito e controlla l’83% del commercio”. “Nonostante l’evoluzione del pensiero economico – ha rilevato il docente – il nostro sistema progredito continua a produrre povertà ed emarginazione, quasi che l’accumulazione della ricchezza economica sia possibile solo a scapito delle popolazioni più povere”. Ciminello ha invitato “i consumatori e i risparmiatori ad unire le proprie forze” per creare e consolidare le iniziative “di finanza etica, consumo critico, commercio equo e solidale e di aiuto allo sviluppo”, alla luce dell’insegnamento della dottrina sociale della Chiesa.