Macao, “Città del Nome Santo di Dio” o “Roma dell’Est” – scrive, in una nota che apparirà sul prossimo numero del Sir, il direttore dell’agenzia internazionale Fides, padre Bernardo Cervellera, per molti anni missionario ad Hong Kong – tornerà sotto sovranità cinese alla mezzanotte del 19 dicembre, dopo 442 anni di amministrazione portoghese. Al tramonto del secondo millennio, l’ultimo brandello coloniale dell’occidente si mescola alla fine con il grande mare della Cina. La enclave è stata un significativo avamposto del commercio portoghese, ma soprattutto Macao è stata un grande centro propulsivo per le missioni cattoliche che annunciavano il cristianesimo nel lontano oriente nel XVI secolo. Gesuiti e francescani ne hanno fatto per secoli il trampolino di lancio per le missioni nell’interno della Cina e verso il Giappone.” “Ma il tramonto della colonia è un po’ scolorito. Da almeno un secolo Macao soffoca dal punto di vista economico. Il destino di Macao, anche per Pechino, è quello di essere “porta”, come dice lo stesso nome cinese della colonia: porta fra oriente e occidente. Ma l’assenza dei portoghesi e la concorrenza di Hong Kong hanno finora reso un po’ inutile la porta di Macao. (segue)” “