GIUBILEO: MONS. VECCHI AI GIORNALISTI CATTOLICI, “NON FERMATEVI AGLI ASPETTI MARGINALI”

“Il giornalista cattolico sa che il suo approccio con l’anno giubilare non può fermarsi agli aspetti marginali (lavori pubblici, turismo, traffico, ‘business’), ma deve cercare, ‘guardando indietro’, di recuperare le ragioni di fondo soggiacenti a questo evento straordinario per rinvigorire la sua fede e dare consistenza alla sua testimonianza cristiana”. Lo ha detto oggi a Bologna mons. Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna, intervenendo all’incontro per il 40° anniversario dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana). Per l’Ucsi, ha ricordato mons. Vecchi, “l’appuntamento giubilare si presenta come un’occasione da non perdere”. I motivi sono diversi: per “guardare indietro” e “riscoprire le radici della fede e la ricchezza dei principi fondamentali della verità cristiana”; per “guardare intorno”, alle “cose nuove che emergono nei vasti campi della civiltà contemporanea e della cultura, della politica e dell’economia”; per “guardare al futuro, carico di incognite e di sfide, ma anche di promesse e di segni di speranza”. Il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna ha definito invece l’impegno del giornalista cattolico come una “militanza”, una “lotta quotidiana contro il dilagare dell’insipienza”, contro il “progressivo estenuarsi di quei valori che rendono davvero umana e degna la vita”, contro “i compromessi e i cedimenti alla cultura dominante e all’esaltazione del vuoto spirituale e del nulla”. Secondo il cardinale Biffi si tratta di una “testimonianza nobile e meritoria, ma anche ardua ed esigente. Esige la fatica di attenersi ai fatti e di riferirli come sono accaduti; esige la forza morale di non sacrificare mai la verità agli eventuali scaltri progetti dei signori della politica, dell’economia, dell’informazione”.