RICERCA CENSIS/CNR: GLI ITALIANI NON SANNO COSA SIANO LE BIOTECNOLOGIE

Nuovi vaccini, diagnosi precoci, farmaci innovativi, terapie mirate e più efficaci, creazione di animali transgenici per trapianti d’organi sono gli attuali, e in parte raggiunti, obiettivi della ricerca biotecnologica. In prospettiva c’è il traguardo della terapia genica legata agli studi sul genoma umano. Eppure, secondo un’indagine del Censis presentata questa mattina a Roma presso la sede del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), oltre il 48% degli italiani non conosce le biotecnologie che invece, ad avviso di Lucio Bianco, presidente del Cnr “rappresentano oggi la frontiera più avanzata della ricerca scientifica”. L’Italia, rispetto all’Europa, è in netto ritardo, soprattutto “per l’assenza di consapevolezza politico-istituzionale sull’importanza delle biotecnologie – ha aggiunto Bianco – e più in generale della ricerca”. Come emerge dall’indagine, intitolata “Biotecnologie per vivere meglio. Salute, produzione e futuri possibili”, la spesa annua per la ricerca scientifica in Italia è pari all’1,06% del Pil, valore molto lontano da quelli di Svezia (3,58%), Germania (2,28%) e Francia (2,33%). Nonostante queste difficoltà, l’impegno del Cnr e delle altre strutture di ricerca italiane ha condotto allo sviluppo di nuovi sistemi per la diagnosi di patologie virali e genetiche, alla scoperta di un nuovo farmaco contro l’Aids, a passi avanti nella lotta contro l’epatite C ed i tumori. “E’ urgente però – ad avviso di Carla Collicelli, vicedirettore del Censis – scuotere un sistema politico indifferente, informare correttamente l’opinione pubblica e creare una sinergia fra ricerca accademica e ricerca industriale”.