“Davanti al dramma dei fratelli ceceni, è importante assumere nella riflessione e nella preghiera, a livello personale e comunitario, le responsabilità di questa ennesima tragedia e ricercare cammini di liberazione dalle violenze, consapevoli che di fronte a noi non stanno persone colpite da una catastrofe naturale ma le vittime di atti di guerra”. Così scrivono l’Azione cattolica italiana e la Caritas italiana in un appello congiunto, diffuso oggi, mentre si acuisce la crisi in Cecenia, dove le prime truppe russe sono entrate nella capitale Grozny.” “”Se passiamo in rassegna solo l’ultimo anno di questo millennio che volge al termine – si legge nell’appello – ci rendiamo conto di quanto poco abbiamo fatto per promuovere la pace con quella ‘mentalità completamente nuova’ e con ‘quei mezzi di difesa che sono alla portata anche dei più deboli'”. Nell’appello la Caritas e l’Azione Cattolica invitano “la comunità internazionale e i singoli Paesi a compiere ogni sforzo per favorire il dialogo e la ricerca di un accordo che ponga fine a questa guerra in Cecenia” e chiedono a tutti i governanti “che aspirano a realizzare nei loro Paesi la democrazia e il rispetto della dignità della persona umana” di destinare “una parte dei bilanci fin qui impiegati per la difesa armata a progetti di ricerca per la promozione della pace e dei diritti e al sostegno non violento delle popolazioni oppresse”. L’Azione cattolica e la Caritas italiana, mentre cercano “tramite le Chiese locali e in particolare le Caritas del Nord del Caucaso di sostenere concretamente chi scappa dalle bombe e chi è costretto a subirle”, invitano tutti ad unirsi “possibilmente domenica 19 dicembre, nella preghiera per il popolo ceceno e per tutte le popolazioni vittime della guerra”.” “” “