Una firma “significativa”, che “riconosce come interlocutrice delle iniziative pubbliche in campo educativo non solo un’associazione, una cooperativa, un centro sociale, ma la stesa comunità parrocchiale”. Così mons. Domenico Sigalini, responsabile del Servizio Cei per la pastorale giovanile, definisce il “protocollo d’intesa” tra regione e diocesi lombarde che sarà siglato domani, a Milano, per sancire “il riconoscimento della funzione sociale ed educativa svolta dalle parrocchie mediante gli oratori e per la loro valorizzazione sul territorio lombardo”. In Lombardia, gli oratori sono circa 3.000, con la presenza di oltre 100.000 operatori, per la maggior parte volontari. Il protocollo di domani, osserva Sigalini, “istituisce un rapporto tra comunità cristiana e comunità civile paritario rispetto all’educazione dei giovani ed impegna le comunità cristiane a qualificare i propri interventi educativi, gli animatori e le strutture”. Costruire un “patto educativo” tra diversi soggetti – quali la famiglia, le istituzioni pubbliche e private, l’associazionismo, il privato sociale e il volontariato – riconoscendo “pari dignità a tutti, pur nella diversificazione di funzioni, ruoli e compiti istituzionali”: questo, l’obiettivo principale dell’intesa tra regione e diocesi lombarde, che intende in particolare “valorizzare la funzione educativa e sociale che la parrocchia esplica a favore dei minori, adolescenti e giovani del proprio territorio di competenza attraverso l’oratorio”. Tra i progetti che verranno sostenuti mediante l’attuazione del protocollo, quelli tesi a contrastare “i processi di emarginazione sociale, disagio e devianza in ambito minorile, adolescenziale e giovanile”.