I genitori, gli insegnanti, i lavoratori, i governanti, gli operatori delle organizzazioni internazionali e delle organizzazioni non governative, i credenti, i giovani. “”” “”Chiama tutti per nome, Giovanni Paolo II, nella conclusione del messaggio per la giornata mondiale della pace dell’anno giubilare. Perché lui, il vecchio Papa, cui è stato di recente precluso uno degli ultimi viaggi “”impossibili”” che aveva nel cuore, nell’odierno Iraq, all’antica Ur, crede che il messaggio di duemila anni fa “”Pace in Terra agli uomini che egli ama””, sia per l’oggi, e per il nuovo secolo che si sta aprendo.” “”” “”E sembra chiamare tutti per nome, nelle diverse condizioni di vita e nelle diverse responsabilità, i genitori, gli insegnanti, i lavoratori, i giovani… perché la pace comincia dall’adesione di tutti. Tutti chiamati a guardare al “”bene comune dell’umanità intera””.” “”” “”Dopo le ideologie fallite del ventesimo secolo che hanno mobilitato un mondo sempre più unificato, il Papa sa e dice che questa non è semplicemente una espressione retorica, una dichiarazione di buona volontà un po’ ripetitiva.” “”” “”I dibattiti in corso sul “”mondo unipolare”” e sulla “”globale governance””, cioè sulla governabilità dei processi di globalizzazione, rilanciano la sfida.” “”” “”Il mondo di oggi, globalizzato ma percorso da enormi differenze e conflitti, non può essere governato semplicemente facendo affidamento su una potenza che faccia da “”gendarme mondiale”” o dai meccanismi del mercato, in particolare di quello finanziario, con le pretese che questo si “”autoregoli””.” “”” “”Quali modelli di sviluppo?, si chiede allora il Papa. La risposta ai problemi della globalizzazione non può essere quella della forza, o la forza delle armi, o quella della potenza finanziaria, o quella delle ideologie. La strada di cui parla il Papa è la “”legge morale universale, scritta nel cuore dell’uomo””, è quella della coscienza di valori mondiali universali.” “”” “”Può parere un discorso astratto e un po’ predicatorio, anche perché è difficile, nel sovrapporsi delle culture e degli interessi che caratterizzano il processo di globalizzazione, identificare risposte esaurienti. ” “”” “”Per questo si tratta di partire dai problemi concreti: promuovere la pace, tutelare e soccorrere le minoranze e i migranti, salvaguardare l’ambiente, lottare contro i mercanti di morte, di droga e di armi. Sono le opere di misericordia del tempo della globalizzazione. Ma le opere di misericordia non bastano: con pazienza si tratta di discutere i problemi fondamentali per il futuro. Non per giustapporre, come vuole la deriva della secolarizzazione, tutte le culture senza avere il coraggio di affrontare giudizi di valore. Ma per cercare di fare passi avanti verso una chiara percezione del “”bene comune dell’umanità intera””. Questo presuppone che fede e ragione, senso religioso e senso morale possano incontrarsi, dialogare e fare crescere così la vera pace. Percorso irto di ostacoli, certo, ma che mira giustamente all’essenziale. ” “”” “”E’ in fondo questo anche il percorso del Giubileo, oltre che il senso del Natale cristiano. Se saremo capaci di tenere veramente per almeno un anno fissi gli occhi al “”festeggiato”” del Giubileo, Cristo vivente ed operante nella storia, nel rispetto di tutti, ma soprattutto dei più deboli, l’annosa questione dei “”modelli di sviluppo”” potrà avere risposte credibili e sorprendenti. ” “”” “”” “”” “””