MESSAGGIO DEL PAPA PER LA PACE: “IL BENE DELL’UMANITÀ PREVALGA SUL BENE DI UNA COMUNITÀ” (3)

L’attuale contesto mondiale, segnato dai dinamismi della globalizzazione, deve portare, secondo il Papa, ad un “capovolgimento di prospettiva”. “Su tutto deve prevalere non più il bene particolare di una comunità politica, razziale o culturale, ma il bene dell’umanità. Il perseguimento del bene comune di una singola comunità politica non può essere in contrasto con il bene comune dell’umanità intera”. Un invito a superare, quindi, “le concezioni e le pratiche, spesso condizionate e determinate da forti interessi economici, che subordinano al dato assoluto della nazione e dello Stato ogni altro valore”. A proposito del principio di “ingerenza umanitaria” il Papa ricorda che le iniziative per disarmare l’aggressore “devono essere circoscritte nel tempo e precise nei loro obiettivi, condotte nel pieno rispetto del diritto internazionale, garantite da un’autorità riconosciuta a livello soprannazionale e, comunque, mai lasciate alla mera logica delle armi”. Nel richiedere il “rinnovamento del diritto internazionale e delle istituzioni internazionali” il Papa mette in evidenza il “paradosso” della guerra del nostro tempo, “dove al massimo della sicurezza degli eserciti corrispondevano sconcertanti condizioni di pericolo delle popolazioni civili. In nessun tipo di conflitto – ribadisce – è legittimo trascurare il diritto dei civili all’incolumità”. L’onore dell’umanità durante il XX secolo, osserva il Papa, è stato però “salvato da coloro che hanno parlato e lavorato in nome della pace”, ribadendo così il valore di figure profetiche e delle organizzazioni di mediazione e pacificazione, tra cui gli organismi non governativi e religiosi.