CONVEGNO CEI: “I LAICI CRISTIANI, DAL DISAGIO ALL’IMPEGNO CREATIVO” “

Una “Chiesa clericale” difficilmente riesce ad incidere nella società. E’ quanto scrivono i partecipanti al convegno su “Identità del laico e forme di partecipazione ecclesiale”, in una “ipotesi di messaggio” diffusa al termine dell’incontro, conlcusosi ieri, a Roma, per iniziativa della Commissione episcopale per il laicato. Nonostante “la stanchezza, la sensazione di impotenza, la mancanza di strumenti atti a interpretare il nostro tempo”, si legge ancora nel documento, i laici cristiani vorrebbero “condividere” con i sacerdoti “la ricerca di forme di evangelizzazione più adeguate alla situazione culturale odierna”, nella convinzione che “solo il riconoscimento effettivo delle diverse vocazioni può essere la strada per realizzare una presenza efficace della Chiesa nella società”. Dal Convegno di Palermo in poi, molti laici cristiani, sostengono i firmatari del documento, “hanno maturato una coscienza più viva della loro vocazione e missione nella Chiesa e nella società”, ma fanno fatica “a trovare percorsi per attuare la loro vocazione: a volte hanno la sensazione di essere considerati semplici rincalzi oppure di doversi omologare alle visioni del clero”. Di qui il “notevole disagio” dei laici, che “percepiscono una distanza tra le alte enunciazioni dei documenti magisteriali e la realtà della comunità cristiane”. Nella linea del “progetto culturale” sollecitato dai vescovi in vista del prossimo millennio, gli aderenti alle associazioni, ai gruppi e ai i movimenti ecclesiali sono convinti, invece, che “la loro esperienza, le loro professioni, la loro vita quotidiana condivisa con tutte le persone umane sono non solo il luogo della santificazione e della loro testimonianza cristiana, bensì anche la fonte per la ricerca di nuove metodiche pastorali”. (segue) ” “” “