TESTIMONI DI GEOVA: VERSO L’INTESA CON LA REPUBBLICA ITALIANA?

Venerdì 3 dicembre, al prossimo Consiglio dei Ministri, potrebbe entrare tra i temi in discussione anche lo “schema di intesa tra la Repubblica italiana e la Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione”. L’intesa – insieme a quella con l’Unione buddista italiana – appare infatti tra i temi messi all’ordine del giorno nella riunione preparatoria del Consiglio dei Ministri che si è tenuta ieri sera. Una bozza di intesa tra il Governo e la “Congregazione cristiana del Testimoni di Geova” porta la data del 19 gennaio 1998. Non si conosce il testo attualmente all’esame del governo. Per l’approvazione definitiva, il governo dovrà presentare al Parlamento un apposito disegno di legge di approvazione dell’intesa. ” “Il segretario nazionale del Gris (Gruppo di ricerca e di informazione sulle sette), Giuseppe Ferrari, si dice “contrario” alla firma di intesa e “i motivi – spiega – sono diversi”, a partire da alcuni “aspetti controversi e prassi incostituzionali” che si possono rilevare nella Congregazione dei Testimoni di Geova. Ferrari parte dall’articolo 32 della dei cittadini degli individui – osserva Ferrari – significa non accettare la prassi di un’organizzazione che con motivazioni religiose arriva ad impedire ai propri membri e in particolare anche ai minori il ricorso alle trasfusioni di sangue, fino al sacrificio della vita in alcuni casi, adducendo la norma costituzionale che afferma che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario. La contraddizione di questa posizione la si rileva nel fatto che per salvare la vita di un minore, si debba come extrema ratio ricorrere all’intervento della magistratura. Questo ricorso fa chiaramente capire che la posizione dei Testimoni di Geova pone questioni gravi di legalità”. E poi – aggiunge Ferrari – c’è un’altra cosa che è sicuramente importante ed è il fatto che la Congregazione dei Testimoni di Geova vede lo Stato come una entità satanica”. Ecco perché “siamo contrari alla firma dell’intesa – conclude Ferrari – fintanto che la Congregazione dei Testimoni di Geova non modifica determinate prassi e determinati atteggiamenti”. Il Gris ritiene quindi “opportuno e utile far riflettere in modo approfondito e fornire gli strumenti culturali perché i politici possano legiferare al meglio in questo campo non lasciandosi prendere dalle improvvisazioni o da spinte esterne più o meno sotterranee”.” “