AIDS: CARITAS ROMANA, AUMENTANO I GIOVANI A RISCHIO

Il 40% degli ospiti delle tre “case famiglia” gestite dalla Caritas di Roma nel territorio laziale ha “una rete sociale inesistente”, più della metà di essi “non ha una famiglia in grado di prendersi cura di loro”, il 60% ha avuto problemi di tossicodipendenza mentre il 30% soffre di problemi psichiatrici. Sono alcuni dati presentati oggi da mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas diocesana di Roma, che ha illustrato i dati della “rete di servizi” per i malati di Aids e le loro famiglie, in occasione della giornata mondiale di lotta all’Aids. “La fascia di età prevalente di chi abita le nostre case-famiglia – ha aggiunto mons. DI Tora – è quella che va dai 35 ai 40 anni, ma c’è un preoccupante aumento delle giovani fasce di età”. Di qui la decisione della Caritas di “ricercare possibili correlazioni tra condizione di disagio psicosociale e comportamenti a rischio”: da quattro anni, si legge infatti in una nota, la Caritas diocesana di Roma ha promosso progetti nel campo della prevenzione dei comportamenti a rischio di infezione da Hiv in popolazioni giovanili emarginate, in collaborazione con l’Osservatorio Epidemiologico della regione Lazio, l’Università “La Sapienza”, altre Caritas diocesane e Ong italiane europee. Le ricerche hanno evidenziato che “la permanenza dei giovani nei centri Caritas è sintomatica di una condizione a rischio: anche se il 90% di essi sono sufficientemente informati sui rischi di infezione da Aids, non sembrano capaci di salvaguardare la propria salute, visto che il 45% di loro ha comportamenti a rischio”. Dal 1998, le “case famiglia” della Caritas di Roma hanno ospitato più di 200 malati, alcuni insieme alle loro famiglie; più di 500 utenti negli ultimi dieci anni hanno usufruito, invece, dell’assistenza domiciliare. ” “” “