PROCREAZIONE ASSISTITA E COPPIE DI FATTO: BAGGIO SUL VOTO ALLA CAMERA

“Una sconfitta annunciata e dolorosa”. Così Antonio Maria Baggio, segretario della Fondazione Nuovo Millennio, commenta la decisione della Camera di permettere la fecondazione assistita alle coppie non sposate. Baggio solleva innanzitutto “un problema di incostituzionalità”, richiamando in particolare l’art. 29 della Costituzione che definisce la famiglia come “una società naturale fondata sul matrimonio” e l’art. 31 “nel quale si dice – ricorda Baggio – che la famiglia va agevolata e promossa”. “La famiglia – prosegue il segretario generale della Fondazione – ha un regime giuridico che dà una certezza giuridica ai diritti di tutti i soggetti coinvolti”. “C’è quindi una profonda differenza- aggiunge il segretario della Fondazione – fra una coppia che assume pubblicamente delle responsabilità e una coppia che decide di non assumersele. Con questo atto pubblico lo Stato è messo nelle condizioni di tutelare la famiglia”. Per Baggio, “il voto della Camera riflette l’opinione diffusa che tende a svalutare il matrimonio” e risponde ad una “cultura indifferente se non addirittura ostile nei confronti della famiglia tradizionale”. A suo parere la decisione dei deputati non può essere considerata un “atto di civiltà, perché appaga solo il desiderio dei genitori. Ma non sempre un desiderio può diventare un diritto e quando lo Stato decide e dà vita ad una legge deve guardare al bene collettivo”. Nel ribadire che “per un malinteso senso di libertà oggi si creano danni che saranno riscontrabili nelle generazioni future”, Baggio conclude dicendo: “Ciò che si può fare indipendentemente dalla legge è contrastare il danno sociale mettendo in atto, attraverso l’associazionismo familiare, un processo di formazione culturale teso a comprendere il valore del matrimonio e della famiglia, rendendosi conto che è una crescita e non una limitazione della libertà”.