Trasformare gli estremi negativi del patriottismo e del nazionalismo in “offerta di amore verso il nostro vicino”. E’ la proposta che l’arcivescovo di Zagabria, Josip Bozanic, lancia quest’anno alla Croazia nel suo messaggio di Quaresima. Nella lettera, l’arcivescovo chiede agli intellettuali croati, alle persone di cultura e a quelle impegnate nel mondo dei mass-media di creare una forma “autentica e matura” di patriottismo. “Dovuti ad una lunga tradizione di sottomissione politica, persecuzione e violazione dei diritti umani – spiega l’arcivescovo – due comportamenti estremi e tra loro conflittuali sono spesso evidenti negli atteggiamenti del popolo: un estremo è un certo cosmopolitismo astratto e apolitico secondo il quale l’assenza di identità nazionale o etnica è considerato un segno di progresso e il patriottismo è sospettato di nazionalismo reazionario. L’altro estremismo è la chiusura difensiva e la xenofobia che intimoriscono e impediscono l’incontro con il mondo e con coloro che provengono da differenti culture e luoghi di appartenenza”. ” “Nel messaggio, l’arcivescovo Bozanic richiama in particolare il contributo dei cristiani, esortandoli ad uscire da un atteggiamento di “letargo”, “inattivo e rassegnato di fronte alle difficoltà e ai mali” del Paese. “Siamo chiamati -si legge nel messaggio – alla solidarietà, ad un maggiore coinvolgimento ed interesse verso tutto ciò che è dell’uomo”. L’arcivescovo invita in particolare ad aiutare in particolare i poveri e coloro che si trovano ai margini della società come i disoccupati, gli anziani, gli ammalati e i rifugiati. Altro campo di azione indicato dall’arcivescovo è il dialogo con i cristiani di altre Chiese da costruire “senza cadere nei rischi del sincretismo e dei falsi irenismi”.” “