Questa mattina un giornalista ed una troupe dell’emittente Sat 2000 sono stati aggrediti a Roma da un gruppo di manifestanti mentre stava riprendendo il corteo organizzato in solidarietà a Abdullah Ocalan. Nel frattempo è stata indetta, sempre a Roma, per mercoledì 24 febbraio, una manifestazione nazionale non violenta per “la libertà del popolo curdo, la pace in Turchia e la giustizia” per il leader curdo. A promuoverla sono numerose associazioni, tra cui Chiama l’Africa, la Comunità di Capodarco, la Federazione della Chiese Evangeliche, il Gruppo Abele e Mani Tese. Al centro della mobilitazione che prevede un corteo in mattinata ed un meeting con il popolo curdo nel primo pomeriggio, “c’è l’impegno – spiegano i promotori – a premere sul governo turco e sulle istituzioni italiane ed europee” perché si avvii in sede europea ed Onu la convocazione di una Conferenza internazionale per la pace in Kurdistan, alla quale “partecipino anche tutte le organizzazioni rappresentative del popolo curdo anche attraverso una loro rappresentanza unitaria all’Onu”. Le associazioni chiedono anche il “blocco del commercio delle armi destinate alla Turchia e utilizzabili contro la popolazione civile”. “Auspichiamo – si legge in una nota congiunta – che, in base alla Costituzione, Ocalan riceva una risposta positiva alla sua richiesta di asilo in Italia e che possa da uomo libero, proseguire il suo impegno per la pace e per una soluzione politica della questione curda”. Le associazioni esprimono infine “solidarietà a tutte le vittime della repressione in Turchia” e chiedono “il ripristino di tutte le libertà democratiche e la liberazione dei prigionieri politici”.