Perché, dopo i clamori dei mesi scorsi, è calato il “silenzio” sul viagra? A chiederselo è la presidenza dell’Azione cattolica di Milano, che, partendo dalla constatazione delle mancate file nelle farmacie per la vendita del nuovo farmaco, osserva in una nota, diffusa oggi: “Alla base di questa pur effimera vicenda c’è un equivoco di fondo” cioè quello di intendere la sessualità semplicisticamente come “risultato di un’attitudine tecnica, valutabile nei termini di una prestazione”.” “La presidenza dell’Ac milanese ribadisce che la sessualità non “ammette una lettura riduttiva o unilaterale che pretenda di amputarla delle dimensioni connesse al vissuto interiore della persona”. ” “Inoltre l’esercizio della sessualità “è un riflesso del significato che l’individuo attribuisce alla propria vita e al proprio corpo”. Quindi è “nell’integrazione armonica delle sue diverse dimensioni che il soggetto trova quell’equilibrio che sta alla base della sua felicità ed anche di un appagamento sessuale non effimero”.” “Dopo aver richiamato l’importanza di un’autentica educazione alla sessualità l’Ac aggiunge: “Qui, come in altri campi di vita, la via della felicità non è quella breve della tecnica, ma quella più lunga, più complessa, ma nello stesso tempo più promettente, dell’impegno della libertà”.” “