VESCOVI DEL FRIULI: NO A PROPOSTE DI LEGGI REGIONALI “DEGRADANTI”

Apertura di casinò; distribuzione agevolata e gratuita di profilattici nelle scuole, nelle discoteche, negli ambienti pubblici; istituzione di quartieri a luci rosse: sono le tre proposte di legge depositate in Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, alle quali i vescovi di Udine, Alfredo Battisti, di Gorizia, Antonio Vitale Bommarco, di Concordia-Pordenone, Sennen Corrà, e di Trieste, Eugenio Ravignani, dicono un secco “no”. In un documento firmato dai quattro presuli, infatti, si fa presente che la distribuzione dei preservativi “favorisce una concezione errata della sessualità, che viene ridotta solo a erotismo e genitalità”, riducendo la donna “a mero oggetto di piacere, ‘cosa’ da consumare secondo la logica del prendi, usa e getta”. Analogo discorso, dicono i vescovi, per i quartieri a luci rosse che “di fatto legalizzano la prostituzione e favoriscono il mercato degli schiavisti” che con l’inganno costringono molte donne straniere “a vendere la loro libertà e dignità”. Quanto alle sale di gioco d’azzardo, secondo i vescovi potrebbero provocare “terribili drammi di famiglie gettate economicamente sul lastrico nel giro di una notte o l’esito funesto di un suicidio”, come insegna l’esperienza pastorale. Ricordando le virtù che permisero al Friuli di divenire “regione modello” per la ricostruzione dopo il terremoto del 1976, i vescovi si augurano che prevalgano scelte di ragionevolezza nei legislatori, per promuovere il vero bene del popolo.