LUZZATTO (COM. EBRAICHE): PROMUOVERE IL DIALOGO TRA LE CULTURE IN EUROPA

“L’Europa è sempre stata multiculturale: ciò di cui ha sofferto il nostro Continente, invece, è stato il prevalere, di volta in volta, di una componente culturale, che si imponeva sulle altre”. Lo ha detto Amos Luzzatto, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, intervenendo al forum “Geografie del dialogo”, svoltosi ieri a Roma per iniziativa del Comune e della Lega delle autonomie locali. A proposito del dialogo fra le culture e le religioni, Luzzato ha invitato a “superare termini come ‘tolleranza’ o ‘minoranza’”. In quest’ultimo, ha precisato il relatore, “è implicita una certa idea di ‘minorità’, una richiesta di adeguarsi alla maggioranza, rinunciando in parte alla propria identità”. Più che di minoranze, per Luzzatto, oggi occorre parlare di “componenti culturali che, indipendentemente dalla loro consistenza numerica, sono in grado di offrire qualcosa alla collettività”. Gli ebrei, presenti da 1500 anni in Europa e da oltre 2000 in Italia, a parere del relatore sono un “test di salute” del nostro Continente: “Ogni rifiuto della loro presenza e della loro libera espressione culturale è il sintomo di una crisi profonda della società”. ” “Inoltre, visto che “l’immigrazione è un fatto storico e non contingente”, per Luzzatto bisogna “rovesciare il nostro modo di pensare”, prendendo coscienza del fatto che “le molteplici appartenenze possono diventare una ricchezza e un beneficio per tutta l’Europa. Quando arriveremo a pensare così, avremo fatto un passo avanti molto più grande di quello, pur importante, dell’abolizione delle frontiere”. Agli immigrati che bussano alle porte dell’Europa, ha aggiunto Sergio Rostagno, docente di teologia sistematica alla Facoltà valdese, “dobbiamo offrire cittadinanza”, poiché “l’offerta di cittadinanza è la premessa del dialogo e della comprensione reciproca”.” “