UN PARROCO LANCIA L’ALLARME PER MALAVITA E ABUSIVISMO SUL LITORALE DOMIZIANO

Prostituzione e spaccio di droga che hanno registrato un’impennata mai conosciuta; aumento della “mobilità della popolazione” con famiglie che cambiano casa anche diverse volte durante l’anno, in zone per lo più edificate abusivamente, per non pagare acqua, luce e altri servizi; forte evasione scolastica con punte del 30 per cento; lavoro nero con sfruttamento minorile; illegalità diffusa e violenza camorristica: è questo il quadro presentato da don Antonio Palazzo, parroco di Santa Maria del Mare nel “Villaggio Coppola”, un centro del litorale domiziano in diocesi di Capua che fa capo al comune di Castel Volturno. “Il comune – dice don Palazzo – registra ufficialmente circa 20 mila abitanti, quando sul territorio ne risultano oltre 50 mila. L’evasione dell’obbligo scolastico è possibile perché le famiglie non risultano registrate a Castel Volturno, mentre nei rispettivi comuni di residenza si perdono le loro tracce”. L’allarme lanciato dal sacerdote riguarda soprattutto la prostituzione che è presente massicciamente lungo la statale Domiziana. “Bisogna contrastare – afferma – chi organizza l’illegalità, chi riduce in schiavitù e sfrutta le ragazze, spesso giovanissime e le autorità pubbliche devono intervenire per debellare la criminalità diffusa. La comunità cristiana è chiamata, in un territorio di frontiera come questo, a un particolare impegno per vincere le povertà morali che stanno progressivamente distruggendo questa zona”.