“PELLEGRINAGGIO” DI UN VESCOVO DEL SUD TRA GLI STABILIMENTI IN CRISI

Una sorta di “pellegrinaggio” o una “carovana itinerante” tra le industrie della zona da tempo ferme o in crisi, con decine di lavoratori in attesa di sapere qualcosa sul loro futuro: sono queste le vicende che hanno avuto come protagonista, nei giorni scorsi, mons. Francesco Tommasiello, vescovo di Teano-Calvi. La diocesi dell’area casertana rischia – dicono in curia – di assistere alla nascita di “un enorme cimitero industriale”. In pochi anni oltre 10 mila posti di lavoro sono andati perduti, senza possibilità di rimpiazzo, aumentando così la già forte area del disagio, della disoccupazione, dei rischi per molti di finire nelle maglie della malavita organizzata. Mons. Tommasiello ha visitato le sedi delle aziende “Ilpa” di Calvi Risorta e “Cmf-Sud” di Pignataro Maggiore. Nel primo caso, i lavoratori, che intendono continuare a presidiare l’azienda, da più di tre anni non percepiscono lo stipendio e nemmeno la cassa integrazione. Alla “Cmf” la situazione è altrettanto difficile, anche se si nutre qualche speranza circa una proposta di riconversione produttiva avanzata da una società inglese. C’è comunque il rischio che, da queste vertenza lunghe e confuse, ne tragga beneficio la camorra, sentita come “condizionamento ambientale” e “vera causa della ritirata di vari imprenditori”, fattisi avanti per rilevare strutture e terreni delle aziende in crisi. Il vescovo ha voluto chiamare questi suoi incontri con le maestranza di aziende in crisi “La Via Crucis del lavoro che non c’è”, per sottolineare la difficoltà della situazione, ma anche la vicinanza della Chiesa alle famiglie in difficoltà.” “” “