UNA CARTA DEI DIRITTI DEL MALATO CRONICO”

“Ho il diritto di essere considerato come persona e con la mia dignità riconosciuta fino al termine della vita”. E’ il primo dei diritti del malato cronico contenuto nella Carta che domani verrà presentata all’Università cattolica del Sacro Cuore di Roma alla vigilia della “Giornata mondiale del malato”. Il malato chiede di “essere sollevato dal dolore fisico e da altri tipi di sofferenza”, di “ricevere risposte veritiere” alle sue domande e di attendersi “cure mediche ed infermieristiche anche quando l’obiettivo sia solo quello della morte”. E’ diritto del malato cronico anche “ricevere interventi proporzionati” alla sua situazione clinica “senza accanimento e senza abbandono terapeutico”; e di “essere preso in cura da persone competenti, sensibili e affettuose”, ma soprattutto disponibili “a comprendere tutti i miei bisogni”. Nella Carta, il malato chiede di “partecipare alle decisioni” che riguardano l’assistenza alla sua persona e di approfondire le “esperienze spirituali e religiose”. Il malato anche quando è cronico ha il diritto di “conservare la speranza” e di esprimere apertamente i suoi sentimenti e le sue emozioni “per l’avvicinarsi della morte”. Chiede di avere aiuto per i suoi familiari “affinché – si legge nella Carta – possano affrontare ed accettare la mia morte” e di “non essere lasciato solo e di morire in pace, con dignità”. ” “”Occorre – spiega Luigi Ortona, direttore dell’Istituto malattie infettive della Cattolica di Roma – innanzitutto riconoscere il malato come persona, stabilire con lui un rapporto al tempo stesso scientifico ed umanitario, impiegare tempo nell’informarlo in maniera dettagliata e comprensibile sul suo stato di salute e sulle conseguenti azioni terapeutiche e nell’ascoltare i suoi bisogni, qualche volta far prevalere la saggezza sulla conoscenza tecnica”.” “