L’11 febbraio ricorre il 70° anniversario della firma dei Patti Lateranensi. Gianfranco Garancini, costituzionalista e notista politico per i settimanali diocesani italiani, ricorda questo anniversario con una nota che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir. Le ragioni dei Patti laternanesi, ricorda Garancini, erano principalmente due: “Da una parte il riconoscimento della piena libertà della Chiesa cattolica di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione, pienamente inserita nel contesto storico e sociale della nazione italiana. Dall’altra la riaffermazione che lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendente e sovrani, ma che, mentre rispettano tale principio nei loro rapporti, si impegnano – ed è quel che più conta – alla reciproca collaborazione per la promozione dell’uomo e il bene del Paese”. Cosa resta oggi di quelle ragioni che animarono i “Patti” nel 1929? Secondo il giurista, “oggi crediamo che debbano riemergere le ragioni profonde e nobili di una collaborazione tra Stato e Chiesa, ma soprattutto di un inserimento a pieno diritto e con pieni doveri dei cittadini italiani cattolici nella vita del Paese. Né privilegi né esclusioni; né favori (per altro non richiesti: bastano i diritti), né antidemocratiche preclusioni. Le posizioni che in quei delicatissimi campi anche recentemente i cattolici hanno assunto – si pensi al diritto alla libera scelta educativa; si pensi al rispetto della vita umana, anche di quella più piccola e indifesa – non possono essere intese come una rottura della collaborazione bensì debbono essere intese come un apporto onesto e moralmente ‘dovuto’ a costruire una legislazione nel rispetto dei valori dell’uomo e dell’umanità”.