“Le celebrazioni dell’Anno 2000 chiamano, noi cristiani, ad una vera conversione davanti a Dio e davanti al nostro prossimo, una conversione che deve riguardare sia la nostra dimensione interiore che il nostro agire. Come membri della Chiesa e, più generalmente, come appartenenti alla razza umana, la storia ci interroga. I silenzi, i pregiudizi, le persecuzioni ed i compromessi dei secoli passati gravano su di noi. Se potessimo guarire le ferite che tormentano le relazioni ebraico-cristiane, contribuiremmo a sanare le ferite del mondo…” E’ questo l’invito che il cardinale Edward Idris Cassidy, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei cristiani e della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l’Ebraismo, ha rivolto ai partecipanti dell’incontro per il primo anniversario del documento pontificio “Noi ricordiamo: una riflessione sulla Shoah”, che si è svolto ieri sera a Roma, promosso dal Servizio internazionale di documentazione ebraico-cristiana (Sidic) e dall’Amicizia Ebraico-Cristiana.” “Lo scopo di quel documento, ha spiegato Cassidy, era di istruire sull’argomento, suscitare interesse e incoraggiare la riflessione sulla Shoah nell’ambito della Chiesa cattolica. “Abbiamo bisogno – ha detto il cardinale – di approfondire la conoscenza che l’uno ha dell’altro e, pur mantenendo le nostre distinte identità, abbiamo bisogno di testimoniare insieme una nuova consapevolezza e una nuova coscienza fondate sul comune nucleo di fede contenuto nella Bibbia ebraica e nella Bibbia cristiana”.” “