BIMBO CON DUE MAMME: SPAGNOLO (CATTOLICA), “SONO I RISCHI DELLA FECONDAZIONE ETEROLOGA”

Per Antonio Spagnolo, del Centro di bioetica dell’Università Cattolica, il caso del bimbo che nascerà da un ovulo modificato con il citoplasma dell’ovulo di un’altra donna non è da minimizzare: da un punto di vista scientifico le “mamme sono veramente due”. “Anche se la mappa genetica risulta essere solo quella della donna che ha dato l’ovocita – spiega Spagnolo – l’embrione di fatto è fabbricato in vitro da parte di tecnici. Qui c’è il massimo della spersonalizzazione perché quella procreazione è legata all’intervento dei biologi e non è frutto dell’amore tra due persone”. E’ questo “un ibrido della tecnica utilizzata per la clonazione” precisa.” “Entrano quindi in gioco tutti i problemi legati alla fecondazione eterologa, tra i quali “la negazione del diritto del figlio ad avere un padre e una madre e la rottura dell’unità della famiglia in quanto intervengono più persone”. Spagnolo ricorda che se il testo di legge attualmente in discussione alla Camera dei deputati “non escluderà la fecondazione eterologa si corre il forte rischio di casi di questo tipo”. Secondo Spagnolo “il riconoscimento dei diritti del nascituro è un passo in avanti, però i promotori della legge non si sono resi conto che con l’accettazione di questo articolo si dovrebbero rivedere, coerentemente, le conclusioni della legge stessa. Negare, ad esempio, il diritto del bambino a conoscere i genitori biologici nella fecondazione eterologa è in contraddizione con la dichiarazione Onu dei diritti del fanciullo del 1989. Se non si vuole ridurre questo articolo a mera formalità, bisogna affermare anche il diritto del bambino a nascere all’interno del matrimonio e a conoscere il padre e la madre”. Da parte dei mass media e dei proponenti della legge, inoltre, viene usata “una strategia di tipo emotivo – afferma Spagnolo – Si cerca di mostrare coppie che con la fecondazione sono riuscite ad avere bambini. Ed è evidenziato soprattutto l’aspetto dell’autodeterminazione dell’individuo, mettendo in secondo piano i diritti del bambino”.” “