Una “preghiera contro la camorra” ma anche “per i camorristi”, perché si pentano, lascino la strada della violenza e tornino sulla via del bene e della giustizia: è quella scritta da p. Carmelo Conti Guglia, missionario degli Oblati di Maria Immacolata, di 88 anni, che ha ricevuto l’approvazione del vescovo di Caserta, mons. Raffaele Nogaro, e che è già andata a ruba nelle zone di Castel Volturno, Villa Literno, Casa di Principe, il cosiddetto “Agro aversano”. Oltre 50 mila copie della preghiera, che è molto breve, sono già state distribuite tra la popolazione campana e sono giunte fino in Sicilia e Sardegna. Tra l’altro, nella preghiera si chiede al Signore la liberazione non solo dalla malavita, ma anche dai sequestri di persona, dalla mafia, dalla camorra quali “fonti di infiniti guai. Tutti ne siamo convinti – dice il testo – e nessun mezzo è riuscito a vincerle”. Secondo don Ernesto Branco, parroco della chiesa SS. Annunziata di Castel Volturno, dove per la prima volta la preghiera è stata recitata pubblicamente, oggi essa circola in numerose famiglie, anche con parenti camorristi e viene recitata nelle carceri, dove diversi reclusi già aderenti alla malavita organizzata stanno compiendo un cammino di conversione. “Forti della convinzione che la fede può muovere le montagne e facendo proprio l’invito di Cristo ‘chiedete ed otterrete’ – dice il parroco – la preghiera non può non trovare accoglienza presso il Signore, se è recitata con fede”.