“Sono rimasto sconvolto quando ho sentito affermazioni contro il multiculturalismo e la multietnicità. E’ miopia pura e semplice. E’ fatale che le frontiere siano diventate permeabili. E’ fatale che gli uomini della terra si rimescolino”. Lo afferma mons. Alfredo Maria Garsia, vescovo di Caltanissetta e presidente della Commissione Cei per le migrazioni, a margine dell’incontro bilaterale delle Commissioni ecclesiali per le migrazioni delle Chiese in Italia e in Germania. L’incontro, al quale partecipa anche mons. Josef Voss, vescovo ausiliare di Münster e presidente della Commissione episcopale tedesca per le migrazioni, è in corso da oggi fino al 29 gennaio in Vaticano per fare il punto sulla situazione della pastorale degli emigrati italiani in Germania. In Germania sono oltre 600 mila gli italiani e 87 le missioni cattoliche. La maggior parte degli emigrati risiede da almeno 10 anni e di questi non sono molti coloro che prospettano un rientro in Italia. ” “”L’emigrato in Germania – ricorda mons. Garsia – ha sperimentato difficoltà notevoli. Dall’apprendimento della lingua al confronto con la mentalità tedesca che è molto diversa da quella italiana”. Tra i problemi che affliggono oggi la collettività italiana vi sono la disoccupazione (alla fine del 1997 erano 51.168 gli italiani disoccupati in Germania); il problema scolastico per i bambini della seconda generazione e la carenza di partecipazione alla vita sociale, politica e religiosa. Mons. Garsia invita a ricordare la storia dell’emigrazione italiana che “dovrebbe aprire l’Italia all’accoglienza”. Poi definisce “assurdo” l’allarmismo che si è creato in attorno al fenomeno dell’immigrazione. “In Germania e in Belgio – ricorda mons. Garsia – gli immigrati sono il 10% della popolazione mentre in Italia non arriviamo al 2%. Gli immigrati di religione musulmana in Germania sono 4 milioni mentre in Italia se ne contano 400 mila al massimo. Forse dovremmo avere il cuore più largo”. ” “