San Francesco di Sales è ufficialmente “celeste patrono dei giornalisti e degli scrittori cattolici” dal 24 gennaio 1923. A stabilirlo è la lettera enciclica “Rerum omnium”, scritta da Papa Pio XI in occasione del terzo centenario della morte del santo. Nato da una nobile famiglia nel castello di Sales in Savoia nel 1567, Francesco, scrive Pio XI nell’enciclica citata, “rifulse non solo per l’eccellenza delle virtù da lui stesso esercitate ma anche per la perizia nel guidare le anime alla scuola della santità”. Esemplare, a questo proposito, fu la sua lotta contro gli eretici, a combattere i quali era stato mandato nel 1594 nel Chiablese, una regione della Savoia di confessione calvinista, per riconvertirla al cattolicesimo. Poiché gli eretici disertavano le sue prediche, informa Pio XI, Francesco “delibera di confutare i loro errori con volantini, da lui scritti tra una predica e l’altra e disseminati in tante copie che, passando di mano in mano finissero con l’insinuarsi anche tra gli eretici”. Un lavoro, questo, che cessò del tutto quando gli abitanti cominciarono a frequentare in gran numero le prediche di S. Francesco di Sales; i fogli scritti a mano dal santo furono poi raccolti molto tempo dopo in un volume intitolato “Controversie”. Lo stile di tale opera, si legge nella “Rerum omnium”, “è così elegante, così garbato, così efficace, che gli stessi ministri dell’eresia solevano mettere in guardia i loro seguaci perché non si lasciassero allettare e vincere dalle lusinghe del Vescovo di Ginevra”. “Non c’è da meravigliarsi – spiega Pio XI – se per opera sua ritornasse alla Chiesa un numero grande di eretici e se, dietro il suo magistero e la sua guida, tanti fedeli, in questi ultimi tre secoli, siano pervenuti a un alto grado di perfezione”.