CEI: CARD. RUINI, “UN RISVEGLIO MORALE” PER L’ITALIA (3)

Nella prolusione, il cardinale ha parlato anche delle insofferenze nei confronti dell’insegnamento e dell’azione della Chiesa. Ruini ha precisato che “i credenti non hanno altra pretesa che quella di dare democraticamente il proprio contributo, alla pari con ogni altro cittadino, in base alle convinzioni di cui sono portatori”. A parere del presidente della Cei, tra le motivazioni “più significative” di queste polemiche, vi è quella di chi “rifiuta o mal sopporta la rivendicazione di verità insita nella proposta cristiana”. Precisando che vi è nella natura stessa dell’uomo una “apertura illimitata” verso la verità, il cardinale spiega che come cristiani non possiamo “non rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che è in noi”. L’ultima parte della prolusione è stata dedicata alle grandi questioni internazionali. Dopo aver ricordato la crisi del Kossovo, la guerra in Iraq, le forme di povertà “spesso estreme” dell’Africa e le violazioni della libertà religiosa in Indonesia, il card. Ruini ha detto: “La solidarietà che deve legare tra loro tutti i popoli appartenenti alla medesima famiglia umana si esprime in modo particolarmente significativo anche attraverso l’accoglienza degli immigrati”. A questo proposito, il presidente della Cei ha ricordato che l’immigrazione viene spesso collegata con la diffusione della criminalità. “Ma – ha aggiunto – se è giusto esigere anche dagli immigrati il rispetto della legge, ed è quindi indispensabile operare concretamente per impedire che entrino in Italia gruppi e organizzazioni criminali, è altrettanto chiaro che non si può in alcun modo estendere accuse o sospetti alla generalità degli immigrati. Di più, occorre essere consapevoli del grande apporto positivo che può e deve venire alla società italiana da nuove energie umane, a condizione che si sappia procedere ad una loro corretta e cordiale integrazione”.