Secondo il Movimento per la vita la proposta di legge sulla regolamentazione delle tecniche di procreazione assistita che verrà discussa nei prossimi giorni alla Camera dei deputati (in calendario per mercoledì 20), non garantisce “in modo chiaro, certo e completo, il rispetto dei diritti inviolabili delle persone dei concepiti ‘in vitro’: il diritto di essere chiamati all’esistenza con un atto di amore, il diritto alla vita (il 90-95% di loro è destinato a morte certa”. E’ quanto affermano i 42 firmatari di un appello che riprende i contenuti di una mozione pubblicata nel numero di novembre della rivista “Studi cattolici”, nella quale si chiedeva, tra l’altro, di “vietare qualsiasi tipo di fecondazione extracorporea”.” “”Alla vigilia della discussione alla Camera, in un contesto culturale, politico e legislativo poco favorevole alla vita”, scrivono, “rinnoviamo l’auspicio” affinché i parlamentari “che intendono impegnarsi con ogni sforzo” in difesa dei “diritti fondamentali della persona umana”, trovino “solidarietà e sostegno da parte dei cittadini”. “Decisivo”, secondo il Mpv, potrebbe essere il voto sull’emendamento che riguarda la personalità giuridica fin dal concepimento: “Se il concepito è ‘uno di noi’, non potremmo accettare una legge che legittimi e finanzi con le risorse pubbliche la strumentalizzazione di essere umani a beneficio di persone terze e la morte tecnicamente certa di un notevole numero di concepiti”.” “