“Il grande Giubileo del 2000 sarà il primo con la tv così come accadde per le Olimpiadi di Monaco. Ciò influenzerà sia i comunicatori, impegnandoli alla serietà, sia gli stessi organizzatori”. Lo ha sottolineato Franco Iseppi, direttore del Progetto Giubileo della Rai, intervenendo questa mattina a una tavola rotonda promossa dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, per discutere sul tema “Giubileo e Millennio: quale comunicazione?”. Iseppi ha illustrato in che modo la Rai, attraverso le sue reti, si sta preparando per seguire l’evento: “la Rai farà da broadcaster- ha detto- e avrà una posizione privilegiata nella diffusione degli eventi giubilari”. Per questo oltre al settore delle riprese sta programmando un grosso lavoro editoriale. Il problema, ha spiegato Iseppi, è quello di studiare il modo in cui un editore laico come la Rai dovrà posizionarsi per poter “da un lato dare spazio ai contenuti proposti dal Giubileo e dall’altro saldare il Giubileo cattolico con il tema della fine del Millennio”. Parlando invece del modo in cui la Radio Vaticana, attraverso le sue 38 redazioni linguistiche, già dal 1995 si è mossa per approfondire le tematiche della lettera apostolica “Tertium Millenium”, Giuliano Montelatici, redattore del programma Orizzonti Cristiani, ha richiamato la responsabilità dei mass media a dare “il vero significato del Giubileo, che non è un fatto trionfalistico ma significa ripensare il mistero dell’incarnazione di Gesù Cristo e fare opera di conversione. Troppo spesso, ha rilevato Montelatici, i mezzi di comunicazione parlano del Giubileo solo in termini di grandi affari, di cantieri e di numero di pellegrini”.