E’ stabile la ripartizione tra le diverse religioni d’appartenenza degli immigrati, con un lieve aumento (1%) degli appartenenti alla religione musulmana: è quanto emerge da una ricerca curata dalla Caritas di Roma e dalla Fondazione Migrantes. Su una presenza straniera in Italia (all’inizio del 1999) di 1.250.000 persone (compresi i minori) 363.000 sono cattolici (29%), 274.000 protestanti (21,9%), 436.000 musulmani (34,9%). La diminuzione dei cattolici di circa 10.000 unità rispetto allo scorso anno è dovuta al ridimensionamento dei cittadini stranieri comunitari.” “I cattolici e i cristiani di altre confessioni costituiscono nel complesso (637.000 unità) la maggioranza assoluta (51%) delle presenze. I cristiani provengono in maggioranza dall’Europa (58,6%) e dalle Americhe (23,7%), i musulmani dall’Africa (61,1%), mentre l’Asia è il continente di provenienza per i seguaci di religioni orientali (94,6%). La comunità cattolica più numerosa è quella filippina (50.000) seguita da quella polacca (30.000), mentre i musulmani provengono in gran parte dal Marocco (130.000), quindi dall’Albania e dalla Tunisia (50.000 ciascuno). Nel corso degli ultimi anni è notevolmente aumentata anche la presenza degli ortodossi grazie ai crescenti afflussi di albanesi e macedoni e di altri immigrati dell’Est europeo. “Anche la diversità religiosa è una pista conoscitiva che aiuta a inquadrare più adeguatamente la presenza degli immigrati in Italia – dice padre Bruno Mioli, della Fondazione ‘Migrantes’ – . La fede di appartenenza serve, infatti, per comprendere gli atteggiamenti e i comportamenti dei nuovi cittadini e per individuare le specifiche esigenze alle quali rispondere”. (segue) ” “