STRAGI IN COLOMBIA: P.RIGAMONTI (CONSOLATA), “INTERESSI ECONOMICI CONTRO IL PROCESSO DI PACE”

Secondo p. Giordano Rigamonti, missionario della Consolata e conoscitore della realtà colombiana, il massacro del 9 gennaio scorso, compiuto da gruppi paramilitari, di una trentina di civili in una Chiesa nella provincia di Magdalena, in Colombia, fa parte del tentativo di ostacolare il negoziato di pace in corso tra il governo del presidente Andres Pastrana e i guerriglieri delle Farc (Forze armate rivoluzionarie colombiane). In tre giorni sono state uccise infatti un centinaio di persone. “Lo sforzo da parte del governo per la ricerca di una soluzione di pace non è voluto né dai narcotrafficanti né dai gruppi paramilitari – osserva padre Rigamonti -. Con l’accordo di pace ci sarebbe il controllo delle grandi produzioni di cocaina. C’è quindi una motivazione di carattere economico. Il timore è ora lo scoppio di una guerra civile, perché l’esercito non è né potente né ben organizzato”. ” “Nonostante questi episodi siano “un grosso scacco nel cammino di pace” padre Rigamonti si dice “fiducioso”: “La Colombia è sempre stata capace di fare grandi passi in avanti nella storia – afferma -. Il popolo non vuole più scendere a compromessi. Alla guerriglia e ai paramilitari verranno quindi a mancare le forze. Dal popolo nascerà una forza che viene dalla coscienza e dalla voglia di vivere. Le esperienze di base infatti si moltiplicano, anche se non fanno notizia”. Secondo il missionario l’attacco alla Chiesa “è dato dalla volontà di incutere timore, perché finora la Chiesa ha avuto un ruolo preciso di mediatrice di pace tra esercito e guerriglia. Negli ultimi 4/5 mesi i paramilitari hanno cominciato a lanciare attacchi frontali contro uomini di Chiesa, per eliminare chi tenta la mediazione. Ma i martiri sono il segno che la Chiesa vincerà”.” “