“L’unità monetaria deve portare all’Europa dei popoli”: così mons. Fernando Charrier, vescovo di Alessandria e presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, commenta i “primi passi” dell’euro, la moneta europea che esordisce sui mercati finanziari in questo inizio di anno. “Anche se sarebbe stato meglio percorrere il cammino contrario, cioè dall’Europa dei popoli all’Europa politica e dei mercati – continua il vescovo – l’euro rappresenta in sé un fatto positivo, perché mette in sintonia alcune attività dell’uomo, mettendolo in grado di pensare e compiere con giustizia e solidarietà scelte importanti come quelle delle politiche economiche, finanziarie e monetarie”. L’euro, precisa però mons. Charrier, può essere valutato un progresso “a patto che non rimanga soltanto un fatto tecnico, economicistico o capitalistico, ma si riveli uno strumento di integrazione tra i popoli, aperto anche al resto del mondo”. La moneta unica europea, in altre parole, per Charrier “deve servire anche per incrementare il dialogo tra le varie culture dell’Europa e non semplicemente per entrare in competizione con il dollaro o con lo yen”.