VOCAZIONI: I GIOVANI RISCOPRONO IL FASCINO DELLA VITA COMUNITARIA

“Il valore della vita fraterna è importante per i giovani, che sono molto attratti dalle nuove forme del vivere insieme”. Lo afferma al Sir don Lorenzo Ghizzoni, vicedirettore del Centro nazionale vocazioni (Cnv), durante il convegno nazionale di studio su “Vocazioni: dalla comunione alla vita fraterna” in corso in questi giorni a Roma, che vede riuniti oltre 500 tra sacerdoti, religiosi/e e laici impegnati nella pastorale vocazionale.” “”Oggi c’è una riscoperta delle forme antiche e nuove di vita comunitaria – osserva don Ghizzoni – ma dobbiamo capire se rispondono solo a bisogni di tipo sociologico, che nascono nell’ambito di una società frammentata dove la famiglia è spesso divisa e le città rendono difficili i rapporti umani, o se dietro c’è un bisogno più profondo. I giovani sono molto attratti dal valore evangelico della fraternità ma il cammino è faticoso. E’ difficile da realizzare in un contesto così individualistico, quindi occorre lavorare su se stessi per affinare le capacità di ascolto e di accoglienza”. ” “Negli ultimi tempi si stanno realizzando anche modalità nuove di vita comunitaria, sia tra i sacerdoti, sia nelle comunità religiose o di vita consacrata: “Anche se i sacerdoti diocesani che fanno vita in comune sono ancora pochi – spiega don Ghizzoni – emergono sensibilità ed esigenze che portano ad esperienze significative. Nelle comunità religiose, invece, si sta passando dalle forme rigide del passato a modelli più flessibili, dove c’è più autenticità e comunicazione e dove è richiesto un livello superiore di maturità umana. Questo è dovuto soprattutto al confronto tra generazioni e culture diverse”. Il fiorire di nuove comunità, ha precisato padre Fabio Ciardi, dell’Istituto “Claretianum” della Pontificia Università Lateranense, “è segno della vitalità e creatività della Chiesa”: “E’ come se dall’umanità e dalle stesse Chiese di oggi si levasse, quasi come un grido, la richiesta di unità”.” “