“Una famiglia senza amore non sta in piedi: o si sfascia, o diventa una prigione, o rimane una finzione per salvare la faccia di fronte agli altri”. Lo scrive mons. Giovanni Nervo, presidente della “Fondazione Zancan”, su “Famiglia Oggi” che sul prossimo numero approfondisce il tema “La famiglia italiana. Modelli e valori del terzo millennio”. Mons. Nervo analizza la crisi della famiglia alla luce dei dati Istat che di questa realtà sociale dà 16 diverse tipologie, dalla famiglia fondata sul matrimonio concordatario a quella sciolta dal divorzio, dalle unioni di fatto alla famiglia unicellulare. A parere del presidente della Fondazione Zancan “la radice più profonda del problema” è nella incapacità di amare. Nel mettere in guardia sugli equivoci che può contenere la parola “amore”, mons Nervo si chiede nell’articolo come i giovani oggi “imparano ad amare. Se da bambini – prosegue il sacerdote – non fanno l’esperienza di essere amati dai genitori con amore oblativo, che sa sacrificarsi con gioia, se non vedono che i genitori si amano così, se sono soddisfatti in tutti i loro desideri senza far mai l’esperienza di rinunciare a qualche cosa per donarla agli altri, rischiano di diventare grandi fisicamente, e magari ben pasciuti, ma di rimanere bambini sul piano affettivo “. Per mons. Nervo, le coseguenze sono evidenti: se si affronta in “modo immaturo e fortememente egoista” un rapporto affettivo, “la famiglia non sta in piedi” e “chi paga il conto, se già ci sono, sono soprattutto i figli”. Il presidente della Zancan ritiene che sia “non soltato un dovere, ma anche un grande atto di fiducia verso i giovani” proporre alle giovani generazioni ideali “forti” come la fedeltà coniugale, la partenità e la maternità responsabile, l’accoglienza degli anziani e l’impegno di aiuto verso altre famiglie in difficoltà.