DIOCESI DI VENEZIA, UNA CHIMICA SICURA PER IL CITTADINO E IL LAVORATORE

“Non c’è giustificazione per chi va contro la salute delle persone”. Don Fabio Longoni, responsabile della Pastorale sociale e del Lavoro della diocesi di Venezia, non usa mezzi termini per commentare la fuoriuscita di gas tossico (cvm, cloruro di vinile monomero) l’8 giugno dallo stabilimento Evc di Porto Marghera, ed il conseguente fermo della produzione ordinata dal ministro dell’Ambiente Edo Ronchi.” “”Quella del ministro è una decisione doverosa – ha dichiarato don Longoni in una intervista sul prossimo numero del settimanale diocesano “Gente Veneta” -. Dopo quello che è successo credo che non si potesse fare altrimenti. Anche perché l’accordo sulla chimica, cui si è arrivati con ripensamenti vari, non poteva essere vanificato da una situazione del genere”. Salute e lavoro, per il sacerdote, non devono entrare in conflitto. “Tutto quello che poteva essere fatto in favore della salute, cioè una prevenzione di questi incidenti, non è stato realizzato. Quindi il cittadino ha il diritto di protestare – ha chiarito il sacerdote – così come è nell’interesse del lavoratore che la chimica sia sicura. Ci sono le possibilità per la messa in sicurezza degli impianti, e questa deve essere attuata dall’azienda che si è assunto una forte responsabilità firmando l’accordo sulla chimica insieme alle altre aziende del Petrolchimico”. “Come ufficio diocesano – ha concluso don Longoni – crediamo che ci siano delle responsabilità primarie che toccano le aziende, la rappresentanza della popolazione e i lavoratori. Lo sforzo del nostro ufficio sarà di accompagnare tutte le forze che si impegneranno a rendere effettivi gli accordi sottoscritti”. Intanto per domani è previsto il tavolo di concertazione sulla chimica in cui l’Evc presenterà il suo piano per la sicurezza degli impianti.” “