LAVORO MINORILE: FOCSIV, “CONTRO LO SFRUTTAMENTO ISTRUZIONE E POLITICHE SOCIALI”.

Progetti educativi e di formazione professionale per i ragazzi, politiche sociali che favoriscano il lavoro degli adulti, un giusto salario, e il sostegno delle famiglie. Sono queste alcune delle indicazioni emerse oggi a Roma nel corso del seminario su “Globalizzazione e sfruttamento dei minori” promosso da Volontari nel mondo-Focsiv, che ha fatto il punto sulla situazione del lavoro minorile a livello nazionale e internazionale. Sono infatti 250 milioni i bambini lavoratori nel mondo, di cui 60 milioni vivono in condizioni definite “intollerabili”. Tra questi ultimi circa 10/12.000 lavorano in industrie dedite all’esportazione nei Paesi occidentali. Secondo Antonio Raimondi, presidente del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo) per risolvere il problema occorre andare alle cause strutturali, ossia agli squilibri economici tra Nord e Sud del mondo, “con un approccio integrato al problema che preveda interventi anche a sostegno della donna e della famiglia”: “E’ necessario misurarsi con la realtà di grande povertà di quei Paesi – ha ricordato -, nei quali il lavoro minorile spesso è l’unica fonte di sostentamento familiare Per questo è meglio utilizzare un approccio “multiculturale”, senza dire “no” in assoluto al lavoro minorile ma inserendo i ragazzi in cicli educativi e di formazione professionale”. Per mons.Giampaolo Crepaldi, del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace lo sfruttamento dei minori nel lavoro è essenzialmente “un problema morale” e “povertà e mancanza di educazione”, ha aggiunto Eduardo Arajo, dell’Ilo (International labour office – agenzia dell’Onu) ne costituiscono alcune delle cause. Per questo, ha sottolineato Arajo, è necessario, tra l’altro, “una alleanza tra istituzioni e società civile”, una “migliore legislazione protettiva a livello nazionale” e “interventi diretti”.