EX-IUGOSLAVIA: “CARTA D’INTENTI” PER UNA CONVIVENZA PACIFICA

E’ stata diffusa oggi la “Carta di intenti” redatta dagli studiosi italiani e dai rappresentanti serbi e croati riuniti il 25 e il 26 giugno a Vicenza dall’Istituto Rezzara per un dibattito sul tema “Percorsi di partecipazione democratica”. Nella Carta si afferma “l’utilità di un lavoro insieme tra persone e Paesi di diversa esperienza socio-politica ed economica, per contribuire ad un processo di stabilizzazione della pace in vista di una più larga integrazione europea centro-orientale”. “La mancanza di una mediazione etica tra valori e realizzazioni socio-politiche – si legge nel documento – rischia di sviluppare forme di fondamentalismo ideologico e religioso. Occorre allora recuperare il valore della coscienza, intesa non come fonte di arbitrarietà ma ricerca di conoscenza delle situazioni e confronto critico sui valori di riferimento. Le religioni sono chiamate a intervenire socialmente per contribuire affinché il male non avvenga e per offrire la visione loro propria di una fraternità umana universale, capace di motivare anche il perdono”. Per quanto riguarda la convivenza tra culture diverse, “ci sono modelli differenti, fra i quali la tolleranza di comunità parallele, oppure tentativi di integrazione. L’incontro con il diverso rimane indubbiamente fonte di conflitti e quindi incute paura. L’integrazione tuttavia rimane l’unica via per una convivenza pacifica”. Il documento afferma poi l’importanza della democrazia, senza la quale “gli interventi politici sembrano sempre più insufficienti ad assicurare una convivenza pacifica”, e che “si afferma nella misura in cui si riconosce la centralità della persona” e “si costruisce a partire dall’interazione di una molteplicità di soggetti sociali”, come “famiglia, aggregazioni associative e organizzazioni di volontariato”.