Francesco Compagnoni, decano della Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, interviene, con una nota che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir, in merito alla lettera che il Papa ha inviato ai vescovi tedeschi circa l’attività dei consultori familiari cattolici in Germania. “Il contenzioso tra Santa Sede e Vescovi tedeschi – spiega Compagnoni – venuto a conclusione la settimana scorsa è noto. Tra i 1700 consultori famigliari tedeschi un quarto sono cattolici. In sé niente di male, ma il problema è che essendo finanziati dallo Stato possono tutti emettere un documento che in pratica permette di accedere all’aborto legale”.” “”Sembra che i cattolici riescano a dissuadere il 20% delle donne dall’atto estremo – afferma il moralista – e quindi possano avviare le persone a vario titolo bisognose verso altre strutture d’aiuto. A livello assoluto si parla di 5.000 casi all’anno risolti in senso positivo per il bambino. Il contrasto, protrattosi per anni, è nato dal fatto che la Santa Sede, nella persona del card. Ratzinger e del Papa stesso, non condividevano le ragioni di tali collaborazioni cattoliche all’interno del sistema statale, in quanto esse venivano di fatto ad essere allineate tra quelle che permettono di abortire legalmente”. (segue)” “