“Nel caso dell’aborto – afferma Francesco Compagnoni – il principio morale che un innocente non può mai essere ucciso senza il suo consenso, non può essere messo in concorrenza logica con la difficoltà estrema della donna. Per tanto nessuna norma morale può permettere di abortire. Quanto invece al giudizio di coscienza le cose sono più complesse poiché la singola persona cresce in un ambiente famigliare e sociale che in buona parte determina, per educazione e imitazione, il giudizio di coscienza. Da qui nasce in problema sociale dell’aborto in Germania, e negli altri paesi. Se socialmente si diffonde la mentalità che l’aborto è una possibilità etica, morale (anche se dolorosa) di risolvere gravi problemi personali e che la donna, o la coppia, è la sola che può decidere questo, è aperta la via ad una malformazione delle coscienze contemporanee e future”.” “”Il ritirarci da certe strutture pubbliche – afferma il moralista – in casi ben precisi, potrebbe essere assolutamente necessario per sottolineare il nostro dissenso valoriale e per dare testimonianza sociale dei valori umani nei quali crediamo. La struttura internazionale della Chiesa cattolica è un grande aiuto ad avere una visione ed un giudizio morale realmente globale. Le tentazioni nazionaliste hanno ben poco a che fare con il cristianesimo serio ed impegnato”. ” “