FIDES: MONS. ZEN, “HONG KONG DEVE DIFENDERE I DIRITTI DEI MIGRANTI”

E’ quanto dichiara mons. Joseph Zen Ze-kiun, vescovo coadiutore di Hong Kong, intervistato dall’agenzia Fides in merito alla recente decisione del Comitato permanente dell’assemblea nazionale del Popolo a Pechino, che “ha approvato – si legge in una nota – una reinterpretazione della mini-costituzione (Basic Low) di Hong Kong, che riduce in modo drastico il diritto di residenza nel territorio per cinesi nati da cittadini di Hong Kong”. La disputa giuridica, precisa Fides, riguarda l’ingresso ad Hong Kong dei cittadini della Cina continentale e dei bambini nati in Cina prima che i genitori avessero la residenza permanente nell’ex colonia. Secondo il governo di Hong Kong, il provvedimento garantirebbe il diritto d’asilo a 1 milione e 700 mila continentali, mentre con la nuova interpretazione – da molti osservatori considerata un’indebita ingerenza di Pechino sull’autonomia della Corte suprema d’appello di Hong Kong – si accetterebbero solo duemila domande. Anche il card. John Baptist Wu, vescovo di Hong Kong, aveva criticato “l’atteggiamento delle autorità del territorio, che si appellavano a Pechino”, sostenendo “la necessità di ricongiungere le famiglie”. Parole, queste, continua Zen nell’intervista, molto criticate dal governo, che “ha gonfiato le cifre, ha presentato solo l’aspetto della invasione”. Con alcune accortezze, propone il vescovo coadiutore: “Finora chi viene ad Hong Kong deve rinunciare alla cittadinanza cinese. Invece in questo caso si potrebbe lasciarla, così chi non si trova bene può tornare indietro”. L’ospitalità “anche verso gli immigrati”, conclude Zen, “è stata una caratteristica di sempre della gente di Hong Kong. Invece il governo sta educando all’egoismo e alla chiusura, con la paura della catastrofe economica”. ” “” “