NOTA SETTIMANALE. Pubblichiamo il testo integrale della nota settimanale del Sir

Calano i votanti su percentuali (nord)americane, poco sopra il 40%. Vanno peggio le provinciali e meglio le comunali, in particolare Bologna, ove vota il 67,7%. Ma proprio qui si produce il risultato a sorpresa di questa ultima tornata elettorale, la sconfitta della candidata Ds alla poltrona di sindaco.” “Possiamo trarre così due indicazioni.” “La prima è relativa ai risultati. Si sono moltiplicate le alternanze. Esse favoriscono certamente il centro-destra, che era decisamente sotto-rappresentato nelle città e nelle provincie chiamate al voto, ma in taluni casi, come in Puglia, premiano anche il centro-sinistra. Questo significa che cresce la fluidità elettorale. Chi ne approfitta maggiormente è il centro-destra, che vede crescere anche il radicamento territoriale, come dimostra la vittoria al ballottaggio per il consiglio regionale sardo.” “Nella prospettiva delle elezioni regionali del prossimo anno acquista particolare significato il comportamento dell’elettorato leghista: la Lega infatti perde l’unico ballottaggio di cui era protagonista, mentre vengono sconfitti i candidati alla provincia di Milano e di Torino (di opposto colore politico, rispettivamente di centro-sinistra e di centro-destra) che avevano ottenuto il suo appoggio. Si conferma così il risultato delle elezioni europee che l’aveva vista in evidente perdita di smalto.” “Ma sono molte altre le forze politiche che devono trarre da queste elezioni occasione di riflessione, a partire evidentemente dal partito guidato da Walter Veltroni. I risultati delle amministrative insomma rilanciano quegli interrogativi per la coalizione di governo che le europee avevano posto e che stanno animando il dibattito politico. Alla contrazione della sinistra (anche verso l’astensionismo) infatti corrisponde la difficoltà di delineare un chiaro assetto delle (moltissime) altre componenti dell’alleanza.” “Oltre il gioco degli schieramenti e dei complessi loro assetti interni (anche il polo infatti è alle prese con gli equilibri tra Forza Italia che si è rafforzata ed Alleanza Nazionale che si interroga sulla propria identità e perde posizioni anche in Puglia) emergono tuttavia i problemi complessivi di questa fase politica.” “E’ questo il secondo (e più preoccupante) motivo di riflessione, che peraltro intreccia questioni politiche che si pongono, come si è visto quindici giorni fa, anche a livello continentale. I cittadini sono molto preoccupati.” “Non rischia, quella tra i due schieramenti di una Italia che si scopre sempre più bipolare, di restare una “competizione povera” di fronte alla difficoltà di delineare scelte precise e coerenti sui capitoli così complessi della transizione soprattutto sul piano economico e sociale? ” “Negli scorsi anni la manovra di aggancio ai parametri di Maastricht è avvenuta “a motore spento”, fidando cioè sulla diminuzione di tassi. Ma ora comincia quel passaggio complesso, quel “Purgatorio”, evocato dagli osservatori più seri già negli anni scorsi. L’impressione è che le riserve, prima di tutto etiche e politiche, per affrontare questa fase siano assai scarse. E che occorra operare chiare scelte di investimento.” “Gli elettori continuano a dimostrare una grande saggezza: per sottolineare le loro attese hanno a disposizione pochi strumenti e li stanno utilizzando appieno, in particolare quello principe della alternanza. Non ci sono più riserve di caccia, appartenenze scontate. Ma questo strumento è come quello del referendum, puramente abrogativo. In positivo sono le forze politiche ad avere l’onere della proposta. L’importante allora è che la possibilità non più remota, ma concretissima, anche a Bologna, dell’alternanza, abbia un effetto positivo sulla competizione bipolare portandola non ad eludere, ma ad affrontare i problemi.” “Questa è in primo luogo oggi la sfida per il governo, chiamato, nello spazio residuo della legislatura, ad importanti scelte programmatiche. Ma è anche la sfida per le forze dell’opposizione e soprattutto per tutte le forze vive che si pongono nella società, per lavorare, senza calcoli di parte, per il bene comune. E’ quindi una forte sollecitazione per i cattolici. Vedremo se, alla prossima Settimana Sociale a Napoli, in settembre, il mondo cattolico saprà fornire alcuni contributi seri ed innovativi, per affrontare i problemi. Questo, senza lasciarsi limitare dagli schieramenti politici, impone di cominciare ad articolare risposte nuove e lungimiranti, perché concrete e radicate nella vita, e perciò a disposizione di tutti.” “