CONVEGNO CEI: UNA NUOVA FIGURA DI OPERATORE PASTORALE?

“Testimoni credibili per una Chiesa viva”. Questo il compito che mons. Ennio Antonelli, Segretario generale della Cei, affida ai “nuovi operatori pastorali”. Figura sulla quale questa mattina hanno riflettuto i responsabili diocesani riuniti a Chianciano dall’Ufficio per le comunicazioni sociali e dal Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei.” “Partendo dalla necessità di una “conversione”, che investa tutti gli ambiti della pastorale, mons. Antonelli ha richiamato l’importanza dei laici nel servizio della comunità ecclesiale. Forze capaci di “ringiovanire e rafforzare il dinamismo dell’evangelizzazione”, chiamate a “collaborare con i loro pastori” in virtù di “un mandato ecclesiale”. Una responsabilità che presuppone per gli “operai del Vangelo” un impegno innanzitutto di formazione, vale a dire una “seria preparazione spirituale, teologica e pastorale”, oltre che competenze professionali, qualità umane e retroterra culturale.” “Dopo averne abbozzato le “luci”, il Segretario generale della Cei ha sottolineato le “ombre”, i rischi che si possono correre riflettendo sul nuovo operatore pastorale. Tra questi, mons. Antonelli ha evidenziato quello di una “clericalizzazione dei laici” (“che devono impegnarsi nel mondo”), ma anche quello di far passare in secondo piano il ruolo primario dei pastori (“il compito dei laici è quello di cooperare, non di far da supplenti”), e di moltiplicare la “settorializzazione”, vale a dire una eccessiva “frantumazione della pastorale”, imbrigliata in schematismi e “rigidità organizzative” di “burocrazia ecclesiastica”, che possono anestetizzare la “partecipazione” e il volontariato. (segue) ” “