CONVEGNO CEI: UNA NUOVA FIGURA DI OPERATORE PASTORALE? (2)

Non necessariamente laico, dotato di spiritualità, che conosca i linguaggi dei media, e senta forte l’appartenenza alla Chiesa, sappia discernere i contenuti da far passare, abbia una solida formazione etica e sia capace di formare. Questo l’identikit che è emerso dai “laboratori” del convegno concluso questa mattina a Chianciano sulla “nuova figura di operatore pastorale”. ” “”Inventarsi un animatore di questo tipo – è stato detto – richiede tempi lunghi, e una certa gradualità. Ma, soprattutto, un terreno fertile. Vale a dire la consapevolezza, all’interno della comunità, dell’esigenza di un nuovo operatore pastorale che getti le reti oltre la parrocchia, rilanciando la “sala della comunità come luogo strategico di incontro e di presenza cristiana sul territorio”. Più che un operatore, per alcuni potrebbe essere un “team”, “un’équipe che raduni competenze diverse da spendere sul campo della missione”.” “Educare alla mondialità, far emergere le radici della religiosità, mettere in rete risorse e professionalità presenti sul territorio, questi gli ambiti che qualificano la figura del “nuovo operatore”. ” “Non un tecnico quindi, ma una “ministerialità” che impegna trasversalmente tutta la comunità cristiana a entrare in gioco con la società civile. (segue)” “