“Interagire, dialogare, collaborare, edificarsi a vicenda, divenire corresponsabili, ciascuno nel suo dono originale”. Questi i compiti più urgenti che attendono presbiteri e sposi cristiani, secondo mons. Renzo Bonetti, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale familiare, e mons. Domenico Sigalini, e vicepresidente del Centro di Orientamento Pastorale (Cop), che hanno tracciato le conclusioni della settimana di formazione e aggiornamento pastorale organizzata dalla Cei e dal Cop a Sanremo. “Siamo coscienti – hanno affermato Bonetti e Sigalini – di non poterci chiudere in una reciproca funzionalità o appiattirci in una vita spirituale indifferenziata, ma di dover ricercare ancora più in profondità la reciprocità e la circolarità dei sacramenti dell’ordine e del matrimonio e di coinvolgere tutta la ricchezza della sponsalità verginale”. Sulla relazione tra preti e sposi, come testimonianza ecclesiale significativa anche per chi è all’esterno della Chiesa, si sono soffermati Attilio Danese e Giulia Paola Di Nicola, sociologi, condirettori della rivista “Prospettiva persona”, secondo i quali “l’amicizia tra sposi e sacerdoti, offrendo un’immagine ‘calda’ della Chiesa, può contribuire a far sì che altri riconsiderino il senso della Chiesa, ricostruiscano la propria esperienza di vita”. Sacerdoti e sposati insieme, mettono in crisi “la lettura puramente orizzontale dell’esistenza”, suscitando la nostalgia del “totalmente Altro”. ” “A conclusione del convegno è stata inviata alle coppie di sposi cristiani ed ai preti una lettera che riassume le riflessioni e le proposte del convegno.” “