“Per il Giubileo, il volontariato rappresenta più di un elemento strategico; si tratta di una testimonianza evangelica, di ciò che un essere umano può fare, alla maniera di un buon samaritano, per portare attenzione all’altro, anzi, per andare oltre i suoi bisogni, i suoi desideri. ‘Ero straniero e mi avete accolto'”. Con queste parole il card. Roger Etchegaray, presidente del Comitato Centrale per il grande Giubileo dell’anno 2000, ha aperto questa mattina la conferenza di stampa per aggiornare sulle attività del “Centro del volontariato per l’accoglienza giubilare”. “E’ attraverso i mille e mille piccoli gesti materiali, con i quali i pellegrini di oggi verranno accolti a Roma – ha proseguito il cardinale – che il Giubileo sarà giudicato nei suoi fini spirituali”. Il Centro del Volontariato per l’accoglienza giubilare ha già raccolto 27.520 adesioni ed ha un proprio referente in 220 diocesi. La capillarità del lavoro svolto ha consentito che i volontari provenienti dall’ambito diocesano fossero, alla metà di giugno, 15.009. Gli altri hanno provenienze diverse: 9.940 fanno parte di associazioni, movimenti e gruppi laici ed ecclesiali. 1.005 sono le adesioni di singoli cittadini italiani, mentre 1.566 sono i volontari stranieri. Sono 60 i paesi che hanno già inviato la loro disponibilità. I volontari provengono per l’80% dall’Italia, 10% dall’Europa, 5% dall’Europa dell’Est, 3% dal continente americano e 2% da Asia e Africa. Dagli Stati Uniti i volontari reclutati fino ad ora sono 100. L’obbiettivo è quello di reclutare 50.000 volontari per l’anno giubilare e 45.000 per gli eventi straordinari. Per chi fosse interessato ad aderire all’iniziativa, i responsabili del Centro hanno fatto sapere che il viaggio per arrivare a Roma è a carico dei volontari mentre vitto e alloggio è garantito dal Comitato.