KOSOVO: PER I 46 PROFUGHI OSPITI DI PERUGIA “È DIFFICILE DIMENTICARE”

Sono 46 i profughi kosovari ospiti della Caritas diocesana di Perugia dove nei giorni scorsi hanno festeggiato la fine della guerra. Sulla pace raggiunta però i ragazzi non si dichiarano contenti né “ottimisti perché dicono che Milosevic per ben 36 volte firmò con la Bosnia-Erzegovina trattati e patti di pace senza rispettarli”. Lo fa sapere la Caritas diocesana di Perugia che in un comunicato ha sintetizzato i sentimenti vissuti in questi giorni dai loro giovani ospiti. ” “”I 46 kosovari – sottolinea la Caritas – sostengono che non sarà affatto facile la convivenza con i serbi perché, pur volendo perdonare, è difficile dimenticare gli innumerevoli soprusi subiti in dieci anni e le atrocità di questi ultimi mesi”. Tutti esprimono comunque il desiderio e la speranza di “poter tornare presto a casa anche se – si legge ancora nel comunicato – sono coscienti che potranno partire per il Kosovo solo – KOSOVO: PER I 46 PROFUGHI OSPITI DI PERUGIA “È DIFFICILE DIMENTICARE”. Sono 46 i profughi kosovari ospiti della Caritas diocesana di Perugia dove nei giorni scorsi hanno festeggiato la fine della guerra. Sulla pace raggiunta però i ragazzi non si dichiarano contenti né “ottimisti perché dicono che Milosevic per ben 36 volte firmò con la Bosnia-Erzegovina trattati e patti di pace senza rispettarli”. Lo fa sapere la Caritas diocesana di Perugia che in un comunicato ha sintetizzato i sentimenti vissuti in questi giorni dai loro giovani ospiti. ” “”I 46 kosovari – sottolinea la Caritas – sostengono che non sarà affatto facile la convivenza con i serbi perché, pur volendo perdonare, è difficile dimenticare gli innumerevoli soprusi subìti in dieci anni e le atrocità di questi ultimi mesi”. Tutti esprimono comunque il desiderio e la speranza di “poter tornare presto a casa anche se – si legge ancora nel comunicato – sono coscienti che potranno partire per il Kosovo solo quando vi sarà vera pace e la comunità internazionale invierà gli aiuti per la ricostruzione. Sono convinti che gli italiani continueranno a sostenerli ma non vedono l’ora di tornare nella terra di origine”.” “Molti di loro sono studenti universitari di Pristina ed hanno iniziato a frequentare corsi di italiano all’Università per stranieri di Perugia . “La maggior parte non ha ancora ricevuto notizie certe sulla sorte dei propri cari e “l’attesa di una telefonata è straziante”. Intanto, dall’Albania alcuni genitori sono riusciti a mettersi in contatto telefonico. Altri hanno potuto abbracciare i familiari che vivono in Germania e sono venuti a trovarli a Perugia nell’ultimo fine settimana. “L’emozione – testimoniano gli operatori della Caritas – è stata davvero immensa”.” “