La costituzione di “una comunità scientifica sufficientemente stabile, capace di affrontare i problemi alla radice e in modo interdisciplinare, con l’intento di portare a compimento le istanze del Progetto culturale orientato in senso cristiano”. E’ questo “l’obiettivo più ambizioso” che l’Istituto Veritatis Splendor di Bologna intende raggiungere. A delinearlo è stato questa mattina mons. Ernesto Vecchi, presidente del Comitato direttivo dell’Istituto bolognese, che ha promosso nei giorni 19 e 20 giugno un convegno di studio dal titolo “Ragione, verità filosofica, rivelazione. Ripartire da Cristo”. Istituito come “polo culturale” della città di Bologna per “dare risposta alle interpellanze e ai problemi umani emergenti oggi in vari campi”, l’Istituto chiama “a un dialogo continuato e a una elaborazione comune cultori di varie discipline, a livello universitario, non rassegnati ad avallare l’attuale e generale degrado della ricerca sull’uomo e della società”. “Tra i convincimenti che guidano i percorsi dell’Istituto – aggiunge mons. Vecchi – emerge in primo luogo il corretto e intrinseco rapporto tra fede e ragione, che la perdurante e dominante visione illuminista della realtà ha gravemente compromesso, considerando i due termini del tutto estranei tra di loro, addirittura in conflitto, in ogni caso alternativi”. Il convegno “vuole reagire a questo stato di cose, raccogliendo le sollecitazioni e gli stimoli che l’enciclica Fides et Ratio ha lanciato agli intellettuali in genere e in modo specifico ai filosofi e ai teologi cattolici”.