CHIESA ORTODOSSA E MILOSEVIC: MACCHI (CIVILTÀ CATTOLICA), “POSITIVA INVERSIONE DI TENDENZA”

La presa di posizione della Chiesa ortodossa serba nei confronti di Milosevic, secondo padre Angelo Macchi, gesuita, esperto di politica estera de “La Civiltà cattolica, “è un fatto nuovo ed estremamente positivo. Rappresenta una inversione di tendenza, molto più consona alla funzione che la Chiesa è destinata a compiere quando si è in presenza di fatti gravi come la violazione dei diritti umani. Questi fatti – dice in un’intervista che comparirà nel prossimo numero del Sir – esigono un pronunciamento autorevole che abbia riflessi sulla gestione politica di uno Stato”. Ad avviso di padre Macchi questo gesto può avere anche influssi positivi sul dialogo ecumenico: “Significa che gli sforzi della Chiesa cattolica e del Papa per migliorare i rapporti con le Chiese ortodosse orientali stanno portando i primi frutti – osserva -. Tra gli atteggiamenti della Santa Sede e quelli della Chiesa ortodossa serba si è instaurata una sintonia da non sottovalutare per importanza e serietà”. Padre Macchi mette in evidenza il fatto che, nella storia recente, è “una delle prime volte in cui la Chiesa ortodossa, coraggiosamente, prende una posizione di giudizio nei confronti del proprio Paese”. L’intervento della Chiesa di Belgrado, secondo il gesuita, “indebolisce molto la posizione di Milosevic e del suo gruppo dirigente e rafforza le posizioni dei Paesi occidentali”, anche se è difficile sperare in effetti reali sulla popolazione serba: “Ciò è legato alle possibilità che il governo ha di mantenere un controllo sui mezzi di comunicazione – precisa -. Ricordiamo che tutte le televisioni di Stato serbe sono state distrutte. E quelle che rimangono sono sotto rigido controllo. Non vorrei invece che succedesse il contrario, ossia che il regime reagisca in maniera dura nei confronti della stessa gerarchia ortodossa”. ” “” “